PRODOTTI

VERDURA/ORTAGGI

PEPERONI                         CETRIOLI                     ZUCCHINE                  RADICCHIO

PATATA AMERICANA    POMODORI              MELANZANE               ASPARAGI

 

FAGIOLINI                        CIPOLLOTTI              CAROTE                        PATATE

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CARCIOFI                       BROCCOLO                  MELANZANA VIOLA      FINOCCHIO

 

FRUTTA

PERE                                      CILIEGIE                       ARANCE                  MELE

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LIMONE                                CLEMENTINE             MELONE                        FICHI D’INDIA

ALTRE LAVORAZIONI

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MISTO GRILL                  MISTO BOLLITO             PEPERONI TRICOLORE

Scheda tecnica peperone

Scheda tecnica peperone

Peperoni
I peperoni sono i frutti del Capsicum annuum, una pianta (o meglio, un gruppo di varietà botaniche) appartenente alla famiglia delle Solanacee. L’arbusto dei peperoni è eretto, provvisto di una lieve peluria ed alto non più di 100-150cm; la pianta ha foglie verdi e lucide, lanceolate, i fiori sono bianchi e crescono appena sotto o sopra le foglie (in prossimità dell’ascella fogliare), rispettivamente uno per nodo.

ASPETTO/FORMA ASPETTO: Peperoni
Dei peperoni se ne consuma il frutto, o meglio, la bacca; questa, dapprima verde e poi (in seguito a maturazione) pigmentata di giallo o di rosso in base alla varietà, racchiude una placenta (pellicola bianca) che lega alcuni semi chiari, tondi e schiacciati. Per chi non lo sapesse, proprio la placenta e i semi contengono il famoso principio attivo piccante dei peperoni
CONSERVAZIONE Il peperone può essere conservato in frigorifero, nell’apposito spazio per la frutta fresca e la verdura fresca, per una durata di circa quattro giorni. Tuttavia, se il peperone viene consumato fresco, la sua conservabilità può essere estesa fino alle due settimane; se tagliato a fette o a dadini e poi sbollentato oppure grigliato, il peperone può essere conservato congelato, od ancora conservato sottolio o sottaceto. Se fatto essiccare e macinato, invece, il peperone può essere conservato in vasi di vetro che si avrà cura di riporre lontano da fonti di calore e dalla luce del sole.
GRADO RIFRATTOMERICO
EPOCA RACCOLTA da maggio (in serra) da giugno (campo aperto)
PERIODO COMMERCIABILE da maggio
ZONA DI PRODUZIONE In Italia la maggiore produzione di peperoni si ha soprattutto nelle regioni meridionali con climi più favorevoli alla crescita di questo ortaggio, come Sicilia, Puglia, Calabria e Campania, per una produzione annua totale che si aggira attorno ai 3.500.000 quintali su una superficie pari a 185.000 ettari
IGP   /
ORIGINE Il peperone è un ortaggio fresco sviluppatosi originariamente in paesi dal clima molto caldo, e più precisamente nelle regioni sudamericane: sembra infatti che la sua coltivazione sia cominciata nelle regioni del Brasile e della Giamaica.

Questo tipo di ortaggio non era conosciuto in altri Paesi fino a quando, nel 1493, Cristoforo Colombo fece il suo secondo viaggio verso le Americhe e ne scoprì per caso la pianta, probabilmente in un’isola dei Caraibi; successivamente Colombo lo importò in Spagna: il peperone quindi non risulta un prodotto ortofrutticolo largamente diffuso sin dalla antichità, ma inizia ad essere presente anche sulle tavole europee solo dal XVI secolo.

Nei tempi antichi il consumo delle varietà piccanti di questo prodotto ortofrutticolo era molto diffuso, soprattutto in Messico, tanto che per molto tempo il peperoncino (peperone dalle varietà piccanti) è stata l’unica spezia consumata dalle popolazioni messicane, indiane e cilene, ed ancora oggi è largamente utilizzata.
Curiosamente il primo utilizzo a scopo alimentare che venne fatto del peperone fu proprio in qualità di spezia, oltre al Messico anche nel resto del mondo, in quanto erano conosciute quasi esclusivamente le varietà di peperone piccante.

RICETTE Antipasti
Peperonata e acciughe
Pesce
Calamaretti leggermente affumicati ripieni di formaggi locali con crema tiepida di peperoni gialli
Coda di rospo allo zafferano con peperoncini dolci
Code di gamberoni imperiali al sesamo con salsa ai peperoni
Insalata di tonno fresco e peperoni
Orata in crosta di patate, peperoni e funghi porcini
Tartare di salmerino marinato su dialogo di peperoni
Triglie, verdure primaverili e cestino di peperoni con olive taggiasche
Carne
Pollo alla romana con peperoni
Pollo con peperoni e germogli di bamboo
Contorni
Insalata di scarola, peperoni e fontina
Peperonata
Ratatouille
VALORI NUTRIZIONALI Il peperone è un ortaggio a bassissimo apporto calorico e,  per questo motivo, è particolarmente indicato il consumo di questo ortaggio nelle diete dimagranti ipocaloriche. Questo prodotto ortofrutticolo è altresì ricco di vitamina A e vitamina C (si pensi che il suo contenuto di vitamina C supera quello degli agrumi e del pomodoro), di calcio, fosforo e potassio, dovuti alla presenza di sostanze quali la lecitina, la capsicina e la pectina. Soprattutto se consumato a crudo il peperone apporta all’organismo sostanze fondamentali, quali sali minerali, grassi, zuccheri, proteine e vitamine.

Peperoni

PEPERONI scheda tecnica


I peperoni sono i frutti del Capsicum annuum, una pianta (o meglio, un gruppo di varietà botaniche) appartenente alla famiglia delle Solanacee. L’arbusto dei peperoni è eretto, provvisto di una lieve peluria ed alto non più di 100-150cm; la pianta ha foglie verdi e lucide, lanceolate, i fiori sono bianchi e crescono appena sotto o sopra le foglie (in prossimità dell’ascella fogliare), rispettivamente uno per nodo. Dei peperoni se ne consuma il frutto, o meglio, la bacca; questa, dapprima verde e poi (in seguito a maturazione) pigmentata di giallo o di rosso in base alla varietà, racchiude una placenta (pellicola bianca) che lega alcuni semi chiari, tondi e schiacciati. Per chi non lo sapesse, proprio la placenta e i semi contengono il famoso principio attivo piccante dei peperoni (più precisamente dei peperoncini): la capsicina.

scheda tecnica melone

MELONE

Il melone (Cucumis melo) è una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae.
Il termine melone indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato.
È largamente coltivata per i suoi frutti commestibili, dolci e profumati.

ASPETTO/FORMA ASPETTO: Il frutto del melone è voluminoso, di forma ovale o tondeggiante e sulla buccia sono visibili delle divisioni “a fette”.
La cavità centrale, fibrosa, contiene molti semi.
COLORAZIONE BUCCIA: La buccia è pressoché liscia o appena rugosa, il colore può variare da un giallo pallido ai toni del verde.    POLPA varia dal bianco all’arancio ed è succosa e molto profumata quando raggiunge la maturazione.
CONSERVAZIONE Conservazione: in frigo, ad una temperatura  non inferiore ai 5°C
Meloni poco maturi: conservazione a temperatura ambiente
Qualità del melone: al tatto non dev’essere molle, e deve emanare un profumo intenso e forte dalla buccia
GRADO RIFRATTOMERICO 14 gradi brix
EPOCA RACCOLTA da maggio a settembre
PERIODO COMMERCIABILE da maggio a settembre
ZONA DI PRODUZIONE La coltivazione del melone è concentrata soprattutto in due
regioni: la Sicilia che detiene il primato produttivo con il
25,8% (136.512 tonnellate) e la Lombardia con il 12,9 %.
Segue l’Emilia Romagna con 61.157 tonnellate, pari al
11,5% dell’intera produzione nazionale.
IGP   /
ORIGINE Di probabili origini africane (secondo alcuni invece dall’Asia, nell’antica Persia), nel V secolo a.C. il popolo egizio iniziò ad esportarlo nel bacino del Mediterraneo e arrivò in Italia in età cristiana, come documentato da Plinio (I secolo d.C.) nel suo libro Naturalis Historia che lo uniformò al cetriolo a forma di mela cotogna, melopepaes.
Durante l’Impero Romano il melone si diffuse rapidamente (utilizzato però come verdura, servito in insalata) tanto che al tempo dell’imperatore Diocleziano, venne emesso un apposito editto per tassare quegli esemplari di melone che superassero il peso di 200 grammi.
Alexandre Dumas scrisse “per rendere il melone digeribile, bisogna mangiarlo con pepe e sale, e berci sopra un mezzo bicchiere di Madera, o meglio di Marsala”; egli apprezzava i meloni conosciuti in Francia come Cavaillon, per la zona di produzione, e fece richiesta alla biblioteca della città di uno scambio tra le sue opere (circa 400 volumi) ed una rendita vitalizia di 12 meloni l’anno, cosa che accadde fino alla sua morte nel 1870. Fu in suo onore che venne istituita la confraternita dei Cavalieri dei meloni di Cavaillon.
RICETTE 1. Spiedini di melone, feta e bresaola
Tagliate a dadini il melone e la feta: in uno spiedino infilzate mezza fetta di bresaola arrotolata, un cubetto di feta a uno di melone. Un aperitivo chic e velocissimo: scoprite le altre ricette light per l’aperitivo estivo

2.Granita di melone con prosciutto crudo
Frullate il melone e mettetelo in freezer: mescolate il composto ogni ora per circa 5 ore. Quando sarà pronta la granita servitela in bicchierini con una fettina di prosciutto crudo che avrete leggermente arrostito in una padella per 1 minuto. Guarnite con un filo rametto di timo fresco. Scoprite anche come fare la granita d’anguria

3. Insalata di rucola e melone
Lavate l’insalata e mettetela in una ciotola: tagliate a dadini il melone e aggiungetelo all’insalata. Condite con olio d’oliva, sale, pepe e il succo di mezzo limone. Aggiungete anche scaglie di grana. Scoprite tante altre ricette di insalate fresche e veloci

4. Spiedini di melone e gamberetti in salsa yogurt
Fate saltare i gamberi puliti in una padella con un filo di olio. Tagliate il melone a dadini e alternate un pezzo di melone a un gambero nella composizione degli spiedini: servite freddi con una salsa a base di yogurt, erba cipollina e un filo di aglio.

VALORI NUTRIZIONALI
Kcal/100 grammi 33
Acqua spesso > 90%
zuccheri 10-13 %
fibre/proteine/grassi < 1%
Vitamine A,C,PP,B1 e B2

Prodotti

Frutta


 

 

 

Verdura

Asparago Patata Americana
Fagiolini Peperoni
Cetrioli Piselli
Pomodoro Melanzane
Zucchine Cipollotti
Lattuga Aglio
Radicchio Insalata Brasiliana – Iceberg
Carote Porri
Patate

Melone

MELONE

scheda tecnica

scheda lavorazione 

Il melone (Cucumis melo) è una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae.
Il termine melone indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato.
È largamente coltivata per i suoi frutti commestibili, dolci e profumati.